30 secondi tra uno dei migliori piloti di sempre, e il migliore automa (fino a prova contraria) su 2 ruote.

Il video di Yamaha della sfida tra Valentino Rossi è MotoBot è probabilmente quello che tra 10 anni ricorderemo come una delle prime testimonianze video di una rivoluzione.
Thunderhill Raceway Park, in California,il terreno di sfida.

Lo abbiamo visto con Tesla nei primi, a volte drammatici, test di guida autonoma quanto la tecnologia possa essere fondamentale per ragioni di sicurezza.

In questo caso il campo però è diverso. L’essenza del motociclismo è l’emozione che si prova in sella, nulla a che vedere con l’attività autonoma richiesta e apprezzata sulle quattro ruote verso la quale si stanno dirigendo i più importanti costruttori.

Quindi, a che pro uno studio di questo tipo?

Al di là della valenza scientifica e ingegneristica, soprattutto dal punto di vista della sicurezza attiva e assistenza alla guida, il punto è: quanto ci ha guadagnato #Yamaha da questo test?
È evidente che l’uomo, soprattutto quello con un 46 sul cupolino, fa la differenza rispetto alla nuda ingegneria ed elettronica…al momento.

È altrettanto vero che è sotto gli occhi di tutti quanto avanzata sia la ricerca della casa dei tre diapason, e già oggi questo video potrà fare la differenza sulle vendite, se veicolato nel modo giusto, tanto più che in pochi giorni è già diventato virale, non ultimo per la scelta di uno sfidante come Valentino Rossi che attira folle osannanti e fa sempre notizia.

In realtà potevano scegliere un qualunque altro pilota collaudatore, arrivare magari a 10 secondi di differenza tra pilota ed automa. Invece no, hanno scelto di pagare più di 30 secondi ma con uno dei migliori piloti attuali e di sempre. Comunicazione quindi. Perchè quando arriverà a pochi secondi da Valentino, lì si giocherà tutta l’immagine del brand e della sua forza.

Le lezioni che impareranno i tecnici Yamaha e i competitor saranno parte della sicurezza di domani, o di nuove competizioni tra automi che toglieranno il dubbio da bar “eh ma se ci fosse stato Marquez sulla Ducati….”.

La comunicazione però è già qui, e Yamaha ha mostrato i muscoli, perché già oggi è IL punto di riferimento di tecnica e performance, anche per i piloti di tutti i giorni.

E chissà, tra qualche anno magari assisteremo alla MotoGPBot.


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