Il marketing, il mostro cattivo e sfruttatore che influenza i consumi del mondo intero.

Una definizione aggressiva che porta con se una comunicazione errata, dozzinale e spesso stereotipata.

Il marketing, invece, potrebbe salvare il mondo, perchè il green è diventato un business remunerativo, e questo è ciò che conta per spingere le aziende a promuovere comportamenti di acquisto.

La nostra vita è influenzata dal marketing e comunicazione a tutti i livelli, crea e plasma il nostro stile di vita, integrandoci in “slot di affinità” che creano gruppi riconoscibili tra loro.

In realtà nulla di nuovo, Kurt Lewin (Wikipedia) teorizzava il gruppo sociale: “una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre. Il grado di interdipendenza delle frazioni del gruppo varia da una massa indefinita a un’unità compatta. Dipende, tra gli altri fattori, dall’ampiezza, dall’organizzazione e della coesione del gruppo“.

Siamo interconnessi in qualsiasi aspetto della nostra vita, per non parlare dei social network.
I nostri comportamenti sono molto spesso dettati dagli opinion leader (Paul Felix Lazarsfelda) a cui facciamo riferimento, diventando noi stessi leader per altri follower per altri ambiti specifici.

Il consumismo è semplicemente questo, emulazione indotta da media e opinion leader di riferimento.

Una nuova era è però iniziata da qualche anno, il consumo sostenibile è una realtà in crescita, risconosciuta e promossa a livello globale anche dai maggiori riferimenti politici: dall’Unione Europea con la CSR Corporate Social Responsability (CSR Commissione Europea) tradotta in Responsabilità Sociale d’Impresa (Portale Unioncamere), all’ONU con ONU Global Compact, sino ad esempi di certificatori quali EcoVadis che mira a supportare le aziende valutando le performance di responsabilità ambientale e sociale dei propri fornitori.

Ma, e soprattutto, il green è sostenuto economicamente dagli Stati con incentivi importanti.
In Italia il boom si è avuto con gli incentivi al fotovoltaico (www.gse.it), passando per gli incentivi per auto bifuel / ibride / elettriche, fino alla novità degli ultimi giorni della Legge di Bilancio 2018 (Articolo Lifegate)

Il passo è dunque segnato, il guadagno c’è, e il green marketing (Wikipedia) sta diventando sempre più raffinato, integrando i consumatori in una catena che tiene conto prima di tutto dei bisogni espressi e inespressi, unitamente alla creazione di un orientamento che possa riunire non solo gruppi sociali particolarmente attivi sotto questo profilo, ma identificando il consumo sostenibile come “la via giusta”.

Il punto focale, è come lo si sta facendo. Si sta tentando infatti una via – per alcuni aspetti – nuova nel marketing, ovvero quella di eliminare i picchi di identificazione, creando una moda diffusa, meno radicale e orientata alla massima condivisione, che faccia leva sulle emozioni.

Dal manager allo studente, dal contadino al produttore di automobili, un comportamento generale sta prendendo piede grazie all’approccio dei maggiori player del marketing globale, in tutti i settori.

Green is the way , e chi non si adegua viene additato come disertore di una missione: migliorare il nostro ambiente e la nostra vita. Oramai nessun leader politico si espone in senso contrario (Trump e pochi altri a parte). I Verdi , un tempo identificati sostenitori ambientali radicali, sono ormai parte di un pensiero generale.

Esempi sono numerosi: siamo sempre più attenti al packaging in linea con la certificazione FSC, le auto a GPL e metano sono in fortissima ascesa aiutate anche dal prezzo dei carburanti, l’auto ibrida è una realtà consolidata e scelta che addirittura ha superato le bifuel nell’ottobre 2016 (Articolo www.greenstart.it), il riciclo dei rifiuti è ormai quasi completo in Italia.

Poi c’è il capolavoro TESLA , fenomeno di marketing e comunicazione che incarna lo spirito del suo creatore (Elon Musk) che ha creato non solo un brand che in pochi anni ha acquisito un valore percepito altissimo, ma che ha unito l’auto elettrica ad un concetto diffuso, con la catena di produzione di energia elettrica di SolarCity .

Il concetto green è diventato di moda, trasversale e diffuso, lontano dai principi degli anni 60, un’identità che sta influenzando tutto il mondo, una necessità che non è basata solo sugli allarmismi dei cambiamenti climatici, quanto piuttosto con la ricerca dell’accettazione del proprio comportamento, del sentirsi “giusti”.

Il marketing del consumismo, si sta riscattando e (forse) ci salverà.


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