Prendo spunto da un articolo del #Sole24ore che si adatta particolarmente agli effetti della comunicazione sul comportamento d’acquisto.

Sole24Ore – Auto, la benzina sorpassa il diesel

Dai dati emersi nell’area Europea, le auto alimentate a diesel, dopo quasi 10 anni, stanno mostrando un’importante flessione sulle vendite.

Di primo impatto il tutto si potrebbe ricondurre ad una svolta #Green, i numeri dicono infatti che la quota di auto ibride (soprattutto) e di auto elettriche sta crescendo notevolmente. Toyota in primis ha fatto da aprifila, seguita da altri colossi che nel tempo si sono orientati in parte per abbassare le emissioni del parco auto, in parte per necessità di performance (Porsche, Ferrari, ecc…) soprattutto sull’orario.

Il discorso poi potrebbe virare sulla tipologia di auto che soprattutto in Italia vanno per la maggiore: le utilitarie.

Tale tipologia di auto risente sicuramente meno dei consumi, e anche il minore costo di manutenzione in generale le rende un’opportunità ghiotta per le famiglie e chi ha un basso chilometraggio annuale.
Fatte le dovute premesse, il concetto fondamentale è: chi sta uccidendo il #diesel. La mia risposta è: la comunicazione.

Non sto parlando del #dieselgate che, dati alla mano, non ha portato ad una flessione significativa delle vendite di VW Group.

Il punto si sposta quindi sulla comunicazione istituzionale e sulle sue modalità.

Come cita l’articolo del #Sole24Ore, amministrazioni di grandi città come Londra e Parigi, nonché molti governi europei, hanno spiegato senza mezzi termini che il diesel entro 20 anni non esisterà più per ragioni di inquinamento.

Potrebbe essere tutto corretto, tranne il fatto che i protocolli sulle emissioni si focalizzano soprattutto sull’anidride carbonica, e meno sui colpevoli NOX caratteristici dei diesel.

Si perché il diesel ha un minor consumo di carburante e minori emissioni di co2 a parità di caratteristiche tecniche del benzina. Meno diesel e più benzina potrebbero portare ad un rallentamento della decrescita di emissioni di anidride carbonica.

Così viene da domandarsi se le modalità di comunicazione delle Istituzioni non siano a volte vittime di una “foga da consenso” che è tutto tranne che utile, nella pratica.

Stiamo parlando infatti di eliminare auto diesel (oltre alle benzina) dal 2040 a Londra (articolo del #Guardian). In Italia la vita media di un’auto (vedi articolo ANSA di marzo 2017 ) è di 10 anni.

Volvo ha poi dichiarato che dal 2019 vuole produrre solo veicolo elettrici o ibridi (articolo del #Guardian).

Gli effetti di una comunicazione aggressiva, a tratti totalitaria, sta portando a comportamenti di acquisto altamente influenzati, e tutto sommato senza particolari opinion leader a supporto.

Un ragionato comportamento di acquisto potrebbe suggerire infatti di acquistare oggi un’auto diesel parca nei consumi, e di attendere l’evoluzione tecnologica, le economie di scala e lo sviluppo di infrastrutture tali da ottimizzare l’investimento futuro su mezzi ibridi o elettrici, senza rinunciare nel contempo all’economicità generale di un motore diesel.

La comunicazione quindi ancora una volta da prova della sua efficacia, nel bene e nel male, influenzando i comportamenti d’acquisto, tanto è già stato sentenziato che il diesel è morto.

Poco conta se tra 20 anni almeno.

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