E’ di sicuro l’oro dell’economia attuale, non le nuove energie sostenibili, e tanto meno il petrolio: i nostri dati.

Mi sono spesso soffermato a pensare quanto sia cambiata la mia situazione personale dal 2000 ad oggi.
Nel 2001 la svolta: il primo cellulare, un Nokia 3310.
Poi un pc desktop tutto per me, la prima connessione ad internet, lenta nonostante l’adsl.

Da li tutto è cambiato, navigazione sul web sempre più personalizzata, contenuti e advertise dedicati alle mie passioni: “Wow, sanno esattamente cosa voglio!”.

Il mio lavoro poi mi ha immerso in un mondo da molti inesplorato, direi quasi sommerso ai non addetti al settore, ovvero la PROFILAZIONE.

Lo confesso, ne sono affascinato, per uno come me alla ricerca della piena soddisfazione dei clienti, è uno strumento utile e potente, sicuramente sottovalutato dalla maggior parte degli utenti che non valutano concretamente il valore di ciò che cedono a terzi.

E’ complicato da utilizzare, a volte ostico, in ogni caso sempre in evoluzione, ma consente ai brand di essere “sempre sul pezzo” anche e soprattutto grazie al nostro avallo ai cookies, e alle profilazioni volontarie o meno.

A tal proposito è interessante il video su www.corriere.it |*| che anticipa la puntata del 22 maggio di REPORT |**|.


Link a Corriere.it (Video Corriere.it / REPORT / Profilazione.

Quante volte ho accettato le condizioni di contratto senza leggere completamente il testo? Molte.
Quante volte mi sono preoccupato delle conseguenze? In rari casi, tutelato idealmente dal Garante o dalle Istituzioni.

Mi sono quindi chiesto quanto sia veramente importante la riservatezza dei miei dati.

Sono una persona riservata, non voglio fare pubblicità degli avvenimenti della mia vita, eppure non ho problemi a fornire in continuazione dati sensibili a brand di qualsiasi tipo, solo accettando servizi o contenuti sul web.

Una risposta ce l’ho: è più semplice aprirsi a sconosciuti sul web (siano essi su blog e forum o dietro lo schermo di un pc in un’agenzia di marketing e comunicazione) piuttosto che affrontare persone in carne ed ossa che incontreremo e re incontreremo sulla nostra strada.

La seconda verità, nel mio caso, è che la comodità di avere contenuti proposti in automatico, riducendo i tempi di ricerca, mi piace ed è soddisfacente.
Siamo arrivati al punto che sulla schermata dell’acceleratore di ricarica del mio smartphone vengono visualizzate offerte di immobili nella zona in cui sto cercando casa.

Quindi nel mio caso la risposta è semplice, ovvero mi piace la profilazione, a patto che sia riservata e tutelata dalla privacy. Proponimi ciò che mi piace, ma non farlo sapere a nessun altro, o al limite fallo tutelando il mio anonimato.

Per questo non sono colpito negativamente dalle attività di Trenitalia e Quividi |***|, e d’altro canto capisco che il banner di accettazione dei cookies sui siti serva più per una questione normativa che di merito, perchè il 99,9% degli utenti non se ne cura e non approfondisce i dettagli contrattuali legati al click o allo scroll della pagina.

Allo stesso tempo sono più che colpito dal grande lavoro svolto da Hermes Center |****| e in particolare dal contributo dato da Giovanni Pellerano |*****| che ha posto l’attenzione su una pratica conosciuta dagli addetti al settore ma potenzialmente sgradita dal grande pubblico.

In tutto ciò però ho una considerazione.
Accettiamo clausole al limite del vessatorio, consentiamo di aprire il nostro armadio delle passioni e interessi a multinazionali, garantiamo a manager e imprenditori la crescita del business e le fortune di società e agenzie senza costi, fino alla cessione dei diritti sui figli come sperimentato e comprovato da Future Intelligence |******|.

Mi piacerebbe essere parte integrante di questo business, perchè i miei dati sono una risorsa importante e sommata a quelli di tutto il pianeta diventano una fortuna per chi ne può usufruire.
Il costo? 0 (zero) al momento.

Perchè non pensare a monetizzare questa cessione di proprietà intellettuali (perchè di questo si tratta)?.

Un indennizzo annuale pro capite potrebbe essere la soluzione? Vinceremmo tutti: brand, società di marketing, cittadini.

La connessione wi fi gratuita mi sembra troppo poco come corrispettivo onestamente.

FONTI E RIFERIMENTI:

|*| Fonte video Corriere.it / REPORT integrato nell’articolo :
Video Corriere.it / REPORT / Profilazione

|**| Sito Web della trasmissione RAI Report

|***| Quividi – www.quividi.com – Case Studies

|****| HERMES CENTER – Center for Trasparency and Digital Human Rights www.hermescenter.org

|*****| Giovanni Pellerano Il profilo su Hermescenter – CENTER FOR TRANSPARENCY AND DIGITAL HUMAN RIGHTS

|******| Future Intelligence Articolo originale del 2014

I TAG:
#profilazione #privacy #riservatezza #hermescenter #giovannipellerano #report #corriere #quividi #trenitalia #ferroviedellostato #nokia #nokia3310


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